Sentenza Favorevole: 1.850 € recuperati da ViviBanca a Torino

<h2>Il Caso</h2><p>Il cliente aveva stipulato il 15 luglio 2015 con Terfinance S.p.A. (oggi ViviBanca) un prestito con cessione del quinto dello stipendio: un montante lordo di 32.280 euro da restituire in 120 rate mensili da 269 euro. Il finanziamento è stato estinto in anticipo in corrispondenza della rata n. 48, con 72 rate residue su 120. Nel conteggio estintivo la banca aveva restituito soltanto una parte, a titolo di commissioni di gestione, senza ridurre le altre voci pagate all'avvio: commissioni di attivazione, spese di istruttoria e commissioni di rete esterna.</p><p>Il cliente ha chiesto al Giudice di Pace di Torino la restituzione della quota non maturata, calcolata con il criterio pro rata temporis.</p><h2>Le eccezioni della banca</h2><p>ViviBanca ha sollevato diverse questioni. Il giudice le ha respinte tutte.</p><ul><li><strong>La sentenza Lexitor sarebbe stata superata.</strong> La banca richiamava la sentenza della Corte di giustizia del 9 febbraio 2023 (causa C-555/21). Il giudice osserva che quella pronuncia riguarda i crediti immobiliari garantiti da ipoteca (direttiva 2014/17/UE) e non il credito al consumo, e che anzi richiama e conferma i principi della Lexitor.</li><li><strong>La direttiva non si applicherebbe tra privati.</strong> Il giudice nazionale deve interpretare il diritto interno in modo conforme al diritto dell'Unione, e non può discostarsi dai principi della Lexitor.</li><li><strong>Legittimazione passiva sulle commissioni di rete esterna.</strong> La banca sosteneva di averle solo incassate per girarle all'intermediario. Il giudice ha ritenuto che il finanziatore sia l'unico titolare dell'intera operazione: quelle somme sono incluse nel montante lordo, trattenute dal capitale insieme alle altre commissioni e incassate dalla banca, che deve quindi restituirle.</li><li><strong>Arricchimento senza causa (art. 2041 c.c.).</strong> Non ricorre alcun arricchimento del consumatore a danno della banca.</li><li><strong>Curva degli interessi.</strong> Il giudice ha preferito il pro rata temporis, più comprensibile per il consumatore. Inoltre il modulo informativo della stessa banca indicava il pro rata temporis per le commissioni di gestione e per i costi di incasso rate.</li></ul><h2>La Decisione</h2><p>Si applica l'art. 125-sexies T.U.B. nella versione precedente al 2021, da leggere alla luce della sentenza Lexitor (CGUE 11 settembre 2019, C-383/18) e della sentenza della Corte costituzionale n. 263/2022, che ha esteso il principio ai contratti anteriori al 25 luglio 2021. Il giudice richiama anche la Cassazione n. 14836/2024. Il diritto alla riduzione riguarda tutti i costi del finanziamento, anche quelli che si esauriscono alla stipula.</p><p>Il giudice ha dichiarato la nullità dell'art. 8 delle condizioni generali e delle clausole del modulo informativo che qualificavano come non rimborsabili le commissioni di attivazione, le spese di istruttoria e notifica e le commissioni di rete esterna: sono contrarie all'art. 125-sexies T.U.B. e vessatorie ai sensi dell'art. 33 del Codice del consumo (richiamata la Cassazione n. 25977/2023).</p><table><thead><tr><th>Voce di costo pagata</th><th>Importo</th></tr></thead><tbody><tr><td>Commissioni di attivazione</td><td>1.329,86 €</td></tr><tr><td>Commissioni di gestione</td><td>4.263,23 €</td></tr><tr><td>Spese di istruttoria</td><td>480,00 €</td></tr><tr><td>Commissioni di rete esterna</td><td>1.191,13 €</td></tr></tbody></table><p>Ogni importo si divide per le 120 rate e si moltiplica per le 72 rate residue. La quota complessiva così ottenuta è di 4.358,36 euro; detratti 2.508,74 euro già rimborsati dalla banca come commissioni di gestione, il residuo riconosciuto è di 1.849,77 euro.</p><h2>Il Risultato</h2><p>ViviBanca è stata condannata a pagare <strong>1.849,77 euro</strong>, con gli interessi al tasso dell'art. 1284, primo comma, c.c. dalla richiesta di pagamento fino al giorno precedente la domanda e al tasso del quarto comma dalla domanda al saldo. Le spese di giudizio sono state liquidate in 1.089 euro di compensi (236 per la fase di studio, 236 introduttiva, 176 di trattazione e 425 decisionale), oltre al 15% di spese generali, CPA e IVA, e 125 euro di spese esposte. Le spese legali stragiudiziali non sono state riconosciute perché non provate. Causa trattenuta in decisione il 4 novembre 2025; decisione del 12 novembre 2025 (R.G. 10749/2024).</p><h2>Cosa insegna questo caso</h2><p>Tre punti pratici. Primo: una clausola che definisce &laquo;non rimborsabili&raquo; commissioni e spese iniziali non regge davanti al diritto alla riduzione del costo totale del credito. Secondo: la banca risponde anche delle commissioni di rete esterna, se le ha incassate trattenendole dal capitale. Terzo: il rimborso parziale già ricevuto in sede di conteggio estintivo si detrae, ma non esaurisce il diritto sulle altre voci. Come per ogni decisione di merito, la sentenza non è generalizzabile: ogni contratto va letto sul proprio conteggio.</p><p>Vuoi sapere se hai diritto a un rimborso? Prova il <a href="/calcolatore">calcolatore</a> oppure <a href="/richiedi-rimborso">richiedi la verifica del tuo contratto</a>.</p>