<h2>Il Caso</h2><p>Ilaria aveva stipulato nel marzo 2017 un finanziamento contro cessione del quinto con Fides, per un importo lordo di 60.000 euro in 120 rate mensili. Dal capitale erano state trattenute subito 516 euro di spese di istruttoria e 7.200 euro di commissione di intermediazione. Il contratto e stato estinto alla diciottesima rata, quando ne restavano 102: l 85 per cento della durata prevista. Nel conteggio estintivo Fides ha riconosciuto solo gli interessi non maturati, rifiutando le altre due voci perché l articolo 5 del contratto le dichiarava non rimborsabili. Il reclamo del 2021 e stato respinto e anche l Arbitro Bancario Finanziario aveva dato torto alla cliente, ritenendo quei costi di natura up front.</p><h2>La Decisione</h2><p>Il giudice ha ribaltato l esito dell arbitrato, ricordando che la decisione dell ABF non fa stato e va riletta alla luce della Corte costituzionale n. 263/2022. Ha dichiarato nulla la clausola che escludeva il rimborso: il diritto alla riduzione del costo totale del credito discende da una norma imperativa di protezione e non può essere disattivato da una clausola predisposta dalla banca. Respinte tre eccezioni di Fides: sospensione in attesa della Corte di giustizia europea, incompetenza per valore e difetto di legittimazione passiva sulla commissione di intermediazione. Su quest ultima il giudice ha chiarito che il successivo riversamento della commissione all intermediario riguarda i rapporti interni e non e opponibile al consumatore.</p><h2>Il Risultato</h2><p>Fides e stata condannata a restituire 6.545 euro con il criterio pro rata temporis sulle 102 rate residue: 425 euro di spese di istruttoria e 6.120 euro di commissione di intermediazione, oltre agli interessi e a 1.310 euro di spese di lite. E il rimborso più alto che abbiamo ottenuto contro Fides.</p>