# Rimborso cessione del quinto della pensione: guida per pensionati
La cessione del quinto della pensione funziona in modo simile a quella sullo stipendio, ma con alcune specificità legate alla trattenuta diretta sull'assegno pensionistico. Anche i pensionati, se hanno estinto anticipatamente o rinnovato un contratto dopo il 1° marzo 2010, hanno diritto al rimborso degli oneri non goduti.
L'importo della rata viene trattenuto direttamente dall'ente pensionistico (INPS o altri enti previdenziali) fino a un massimo del 20% dell'assegno, con la possibilità — se combinata con una delega di pagamento — di arrivare fino al 40%. Come per lo stipendio, il contratto prevede il pagamento di commissioni bancarie e un premio assicurativo calcolati sull'intera durata del prestito.
È comune che un pensionato estingua in anticipo la cessione del quinto per: - necessità di liquidità immediata - rinnovo con un nuovo finanziamento a condizioni diverse - decesso del titolare, con richiesta da parte degli eredi
In tutti questi casi, la parte di costi (commissioni e assicurazione) relativa al periodo di copertura non goduto va restituita, esattamente come per i lavoratori attivi.
Se il pensionato non ha più questi documenti, possono essere richiesti alla finanziaria tramite delega.
Se il titolare della cessione del quinto è deceduto prima della naturale scadenza del contratto, l'assicurazione collegata al finanziamento estingue generalmente il debito residuo. In questi casi, gli eredi hanno comunque diritto a richiedere il rimborso della parte di oneri non goduta, con una procedura sostanzialmente identica a quella prevista per l'estinzione anticipata volontaria.
Come per i lavoratori attivi, l'importo medio recuperabile si colloca generalmente tra 1.500€ e 5.000€, in base alla durata originaria del contratto e al tempo trascorso prima della chiusura.
--- *Articolo pubblicato a luglio 2026.*