# Rimborso cessione del quinto: come funziona
Chi ha estinto anticipatamente o rinnovato un contratto di cessione del quinto dello stipendio o della pensione ha spesso diritto a un rimborso — ma quasi nessuno lo sa, e le finanziarie non lo comunicano in automatico.
Quando si sottoscrive una cessione del quinto, oltre agli interessi si pagano commissioni bancarie e un premio assicurativo che coprono l'intera durata del prestito. Se il finanziamento viene chiuso prima della scadenza naturale — per estinzione anticipata o per rinnovo con un nuovo contratto — la parte di questi costi non goduta (calcolata in base al tempo residuo, con il metodo *pro rata temporis*) deve essere restituita al cliente.
Nella maggior parte dei casi, però, questo rimborso non arriva automaticamente: va richiesto, e spesso richiede di contestare un conteggio estintivo errato o incompleto fornito dalla finanziaria.
Hanno diritto al rimborso tutti coloro che, dopo il 1° marzo 2010, hanno: - estinto anticipatamente una cessione del quinto dello stipendio o della pensione; - oppure rinnovato un contratto di cessione del quinto sottoscrivendone uno nuovo.
Il diritto vale sia per dipendenti privati sia per dipendenti pubblici, forze armate e pensionati.
L'importo dipende dalla durata originaria del finanziamento, dal tempo effettivamente trascorso e dagli oneri applicati nel contratto. In media, chi ha diritto al rimborso recupera tra 1.500€ e 5.000€, ma in casi di contratti di importo elevato o estinti molto in anticipo la cifra può essere superiore.
1. Recupero della documentazione — servono il contratto originario e il conteggio estintivo (il documento che la finanziaria rilascia al momento della chiusura anticipata). Se non li hai più, un'agenzia specializzata può richiederli per conto tuo con una semplice delega. 2. Verifica gratuita — un tecnico analizza il contratto e calcola l'importo effettivamente dovuto secondo le regole stabilite da Banca d'Italia. 3. Richiesta alla finanziaria — si invia una diffida formale con il ricalcolo. Nella maggior parte dei casi la banca/finanziaria non riconosce il rimborso spontaneamente, quindi la richiesta va documentata e, se necessario, portata avanti tramite conciliazione o ricorso. 4. Erogazione — una volta riconosciuto, il rimborso viene accreditato al cliente.
I tempi variano molto in base alla collaborazione della finanziaria coinvolta: si va da pochi mesi fino a circa un anno nei casi più complessi.
Non è obbligatorio, ma nella pratica la maggior parte delle richieste presentate direttamente dal cliente viene respinta o ignorata dalle finanziarie, che tendono a non riconoscere gli importi dovuti se non sollecitate da un soggetto che conosce la procedura prevista da Banca d'Italia. Per questo motivo molte persone si rivolgono ad agenzie o studi legali specializzati, che si occupano dell'intera pratica e — nella maggior parte dei casi — applicano una commissione solo a rimborso ottenuto, senza costi anticipati.
--- *Articolo aggiornato a luglio 2026. Verificare periodicamente eventuali aggiornamenti normativi di Banca d'Italia in materia.*